La differenza tra cross margin e isolated margin misurata sullo stesso esempio: soglie, perdita massima, effetto con due posizioni e reintegro automatico.
Due conti identici, mille euro ciascuno, stessa posizione aperta nello stesso istante allo stesso prezzo. Uno la apre in modalità isolata destinandole trecento euro, l’altro in modalità incrociata. Il primo viene chiuso dopo un calo del nove e mezzo per cento e conserva settecento euro. Il secondo resiste fino a un calo di quasi il trentatré per cento e poi non conserva nulla.
Nessuno dei due ha sbagliato l’impostazione, e nessuna delle due modalità è migliore in assoluto. Misurano cose diverse: la prima limita la perdita a un importo deciso in anticipo, la seconda mette a garanzia tutto quello che c’è sul conto in cambio di una soglia molto più lontana.
Quello che segue misura le due modalità sullo stesso esempio, ne mostra il comportamento con più posizioni aperte e segnala l’impostazione che trasforma silenziosamente l’una nell’altra. Riguarda la meccanica del margine: le operazioni con leva possono azzerare il capitale in tempi molto brevi, e conoscere la differenza fra due modalità non riduce questa possibilità.
Le due modalità in cinque righe
- Cambia il perimetro della garanzia. In modalità isolata risponde solo il margine assegnato, in modalità incrociata risponde l’intero saldo disponibile.
- La soglia si sposta di conseguenza. Più garanzia significa soglia più lontana, e più capitale esposto.
- La perdita massima è nota solo in un caso. In modalità isolata coincide con il margine assegnato; nell’altra coincide con il conto.
- Con più posizioni il comportamento diverge. Il saldo comune compensa i risultati, quindi una posizione in perdita erode la garanzia delle altre.
- Un’impostazione può annullare la differenza. Il reintegro automatico del margine trasforma una posizione isolata in una posizione incrociata di fatto.
Che cosa garantisce una posizione
Una posizione a leva resta aperta finché la garanzia che le è assegnata copre il requisito minimo previsto dalla sede. Quando la copertura viene meno, la posizione viene chiusa d’ufficio. Tutto il resto è una conseguenza di come si definisce quella garanzia.
In modalità isolata la garanzia è un importo assegnato esplicitamente alla singola posizione e separato dal resto del saldo. È un recinto: dentro c’è il capitale a rischio, fuori c’è il capitale che nessun evento su quella posizione può raggiungere.
In modalità incrociata la garanzia è il saldo disponibile del conto, comprensivo dei risultati non realizzati delle altre posizioni. Non ci sono recinti: ogni posizione attinge alla stessa riserva e ogni variazione di una modifica la capienza disponibile per tutte.
La differenza tra cross margin e isolated margin, in pratica
La differenza tra cross margin e isolated margin si misura sullo stesso esempio, cambiando una sola impostazione. Conto da mille euro, posizione lunga da trenta unità a cento euro, quindi tremila euro di valore nozionale. Aliquota di mantenimento dello 0,50 per cento e commissione di chiusura dello 0,05 per cento.
In modalità isolata con trecento euro assegnati, la soglia si colloca a 90,50, cioè a un calo del 9,5 per cento. Superata quella soglia la posizione viene chiusa, la perdita si ferma a trecento euro e sul conto restano settecento euro intatti, disponibili per qualunque altra cosa.
In modalità incrociata la stessa posizione ha a garanzia l’intero saldo. La soglia scende a 67,04, cioè a un calo di quasi il trentatré per cento. La posizione sopravvive a un movimento tre volte e mezzo più ampio, e nel momento in cui viene chiusa il conto è sostanzialmente azzerato.
Lo stesso capitale, misurato due volte

| Voce | Modalità isolata | Modalità incrociata |
|---|---|---|
| Saldo del conto | 1.000 | 1.000 |
| Valore nozionale | 3.000 | 3.000 |
| Garanzia a copertura | 300 | 1.000 |
| Soglia di chiusura | 90,50 | 67,04 |
| Movimento contrario tollerato | 9,5% | 33,0% |
| Perdita massima sulla posizione | 300 | circa 1.000 |
| Capitale non aggredibile | 700 | nessuno |
Le due righe finali contengono l’intero contenuto della scelta. La modalità isolata acquista una perdita massima nota pagandola con una soglia vicina; la modalità incrociata acquista una soglia lontana pagandola con l’assenza di qualunque limite alla perdita.
C’è un modo simmetrico di leggere la stessa tabella, ed è più utile del confronto diretto: la modalità incrociata su questa posizione equivale a una modalità isolata con mille euro assegnati. Non è una modalità diversa, è la stessa modalità con l’importo massimo. Chi vuole una soglia più lontana in modalità isolata può ottenerla assegnando più margine, mantenendo però la facoltà di fissare un tetto.
Il movimento avverso: dove si ferma la perdita
Su un movimento del quindici per cento contrario alla posizione i due conti divergono in modo definitivo. Il primo è già stato chiuso al 9,5 per cento, ha perso trecento euro e osserva il resto del movimento da fuori. Il secondo è ancora aperto, con una perdita non realizzata di quattrocentocinquanta euro e un saldo che regge.
Se il prezzo torna al livello di partenza, il secondo conto chiude in pareggio e il primo ha perso trecento euro senza rimedio. Se invece il movimento prosegue fino al trentatré per cento, il primo ha perso trecento euro e il secondo li ha persi tutti. È lo stesso scambio che si presenta in qualunque decisione sul dimensionamento: si sceglie fra un costo certo e limitato e un costo incerto e potenzialmente totale.
Su strumenti dall’escursione giornaliera ampia questa scelta pesa più che altrove. Una soglia al 9,5 per cento su un mercato che si muove del sette per cento in una giornata ordinaria produce chiusure frequenti su movimenti che si riassorbono; una soglia al trentatré per cento su quello stesso mercato è raggiungibile in poche sedute consecutive, come mostra l’osservazione delle escursioni tipiche.
Con due posizioni aperte il conto cambia
Il confronto si fa interessante quando le posizioni sono più di una, perché è lì che il saldo comune manifesta il proprio effetto. Stesso conto da mille euro, due posizioni lunghe da tremila euro nozionali ciascuna, su strumenti diversi.
In modalità isolata con trecento euro assegnati a ciascuna, ogni posizione ha la propria soglia al 9,5 per cento. Se entrambe vengono chiuse, la perdita complessiva è di seicento euro e sul conto restano quattrocento euro. Se una sola raggiunge la soglia, l’altra prosegue senza subire alcuna conseguenza.
In modalità incrociata le due posizioni condividono la stessa garanzia. Il valore nozionale complessivo è di seimila euro, e la soglia comune si colloca intorno a un calo del sedici per cento. La perdita su una posizione riduce la capienza dell’altra, e la chiusura d’ufficio interviene sull’insieme.
| Scenario | Isolata, 300 per posizione | Incrociata |
|---|---|---|
| Calo del 10% su una sola posizione | Una chiusa, perdita 300 | Entrambe aperte, perdita non realizzata 300 |
| Calo del 10% su entrambe | Entrambe chiuse, perdita 600 | Entrambe aperte, perdita non realizzata 600 |
| Calo del 16% su entrambe | Perdita ferma a 600 | Chiusura d’ufficio, conto azzerato |
| Una in perdita del 10%, una in guadagno del 10% | Una chiusa, l’altra aperta | Nessuna chiusura, risultati compensati |
L’ultima riga descrive il caso in cui la modalità incrociata è chiaramente superiore: due posizioni realmente opposte si compensano dentro lo stesso saldo, e non ha senso che una venga chiusa mentre l’altra guadagna. È la ragione per cui chi apre coperture strutturate la preferisce.
Il caso a due posizioni si estende senza sorprese a cinque o a dieci. In modalità isolata le soglie restano indipendenti e la perdita massima complessiva è la somma degli importi assegnati; in modalità incrociata la soglia è una sola e dipende dal valore nozionale aggregato, quindi ogni posizione aggiunta la avvicina anche se apparentemente non ha nulla a che vedere con le altre.
La correlazione trasforma la compensazione in amplificazione
Il vantaggio della compensazione dipende interamente da un presupposto: che le posizioni non si muovano tutte nella stessa direzione. Quel presupposto è più fragile di quanto suggerisca la varietà degli strumenti disponibili.
In questo mercato le correlazioni salgono proprio nelle fasi di movimento ampio. Strumenti che nelle settimane tranquille si muovono in modo indipendente tendono ad allinearsi quando la liquidità si contrae, e un portafoglio che appariva diversificato si comporta come una posizione sola moltiplicata per il numero delle righe.
La conseguenza sulla modalità incrociata è diretta: la compensazione attesa non si verifica e la soglia comune viene raggiunta da tutte le posizioni insieme. Chi tiene cinque posizioni sostanzialmente equivalenti su un unico saldo non ha cinque rischi, ne ha uno di dimensione quintupla, e la chiusura d’ufficio arriva in un unico evento invece che in cinque separati.
Il reintegro automatico che annulla l’isolamento
Molte sedi offrono un’opzione che aggiunge automaticamente margine dal saldo disponibile quando una posizione isolata si avvicina alla soglia. L’intenzione dichiarata è evitare chiusure indesiderate; l’effetto è che il recinto sparisce.
Con quell’opzione attiva la posizione continua ad attingere al saldo finché il saldo esiste, quindi la perdita massima non è più l’importo assegnato ma l’intero conto. È esattamente la modalità incrociata, con un’etichetta diversa sullo schermo e senza la trasparenza della soglia unica.
Chi sceglie la modalità isolata per fissare un tetto alla perdita dovrebbe verificare che quell’impostazione sia disattivata prima di aprire, e non dopo. È uno dei pochi controlli che vale la pena fare a ogni cambio di sede, insieme alla verifica di quale prezzo di riferimento venga usato per innescare la chiusura.
Aggiungere margine a mano: chi può e chi no
In modalità isolata l’aggiunta manuale di margine è un’operazione ordinaria e ha un effetto calcolabile: sposta la soglia in proporzione all’importo versato, lasciando invariata la quantità. Con l’esempio iniziale, portare la garanzia da trecento a cinquecento euro sposta la soglia da 90,50 a circa 83,80.
In modalità incrociata l’operazione non esiste, perché la garanzia è già l’intero saldo. L’unico modo di allontanare la soglia è versare nuovi fondi sul conto o ridurre la dimensione delle posizioni, e la seconda strada è quella che riduce anche l’importo esposto.
Vale la pena ricordare che aggiungere garanzia non riduce il rischio: lo sposta. Il capitale versato entra nella parte aggredibile e in caso di chiusura viene perso insieme al resto. Ridurre la quantità allontana la soglia e diminuisce l’importo a rischio, ed è l’unica delle due mosse che agisce su entrambi i fronti. La preferenza sistematica per l’aggiunta di margine rispetto alla riduzione della taglia è uno degli schemi ricorrenti descritti in l’analisi dei comportamenti degli operatori.
La modalità a portafoglio, un terzo caso
Alcune sedi offrono una terza impostazione in cui il requisito di margine non si calcola posizione per posizione ma sull’insieme, simulando scenari di variazione dei prezzi e assumendo come requisito la perdita peggiore fra quelli considerati.
Il vantaggio è che le coperture reali vengono riconosciute: una posizione lunga e una corta su strumenti fortemente correlati richiedono complessivamente meno garanzia della somma dei due requisiti separati. Lo svantaggio è che il requisito diventa opaco, dipende dai parametri dello scenario e può aumentare bruscamente quando la sede li rivede.
Questa modalità è in genere riservata a conti che superano soglie dimensionali e comporta requisiti di esperienza. Per chi vi accede, la disciplina di calcolo diventa indispensabile: la soglia non è più un numero associato a una riga, ma un livello di capitale complessivo che si sposta con la composizione del portafoglio.
Vale per tutte e tre le impostazioni un’avvertenza che si dimentica facilmente: la modalità scelta non cambia il prezzo di riferimento che innesca la chiusura, né gli scaglioni di margine di mantenimento applicati al valore nozionale. Modifica soltanto il perimetro del capitale posto a garanzia, il che è già sufficiente a produrre le differenze viste sopra.
Come si sceglie, e che cosa annotare
Il criterio pratico si riduce a una domanda: esiste un importo oltre il quale questa singola operazione non deve poter costare nulla? Se la risposta è sì, la modalità isolata è l’unica che consente di fissarlo, e va accompagnata dalla disattivazione del reintegro automatico.
La modalità incrociata ha senso quando le posizioni aperte sono realmente opposte e la compensazione è il motivo dell’impostazione, oppure quando il capitale sul conto è già dimensionato come la somma che si è disposti a perdere. Fuori da questi due casi produce soglie lontane e perdite illimitate rispetto al conto.
In entrambi i casi conviene annotare, per ogni operazione, la modalità scelta, la garanzia assegnata, la soglia calcolata e la percentuale di movimento che separa l’ingresso dalla soglia. Dopo qualche decina di righe si vede quale delle due modalità produce più chiusure inutili e quale produce le perdite più grosse, e la scelta smette di essere un’abitudine. Chi presta servizi di negoziazione nell’Unione europea deve informare il cliente sui rischi degli strumenti a leva secondo i principi descritti dall’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e, per il mercato italiano, dalla Consob. Queste sono differenze di meccanica, non indicazioni operative, e restano molto lontane dal profilo di una detenzione senza leva.
Domande frequenti
Con una sola posizione le due modalità coincidono?
Coincidono solo se in modalità isolata si assegna l’intero saldo. Assegnando una frazione, la soglia è più vicina e la perdita massima è limitata a quella frazione. La differenza nasce dall’importo posto a garanzia, non dall’etichetta della modalità.
Quale modalità permette di resistere di più a un movimento contrario?
La modalità incrociata, perché mette a garanzia tutto il saldo. Resistere di più significa però esporre di più: la stessa impostazione che allontana la soglia elimina qualunque limite alla perdita sull’operazione.
Il reintegro automatico del margine è una protezione?
Protegge dalla chiusura, non dalla perdita. Attivandolo si consente alla posizione di attingere al saldo residuo, quindi si rinuncia al tetto che la modalità isolata avrebbe garantito. Chi vuole un limite noto deve tenerlo disattivato.
Posso usare modalità diverse su posizioni diverse?
Quasi ovunque sì, e su molte sedi l’impostazione è per strumento e non per conto. Conviene verificarlo prima di aprire, perché il valore predefinito varia da una sede all’altra e non sempre è quello che si presume.
Che cosa succede alle posizioni aperte se cambio modalità?
Dipende dalla sede: alcune impediscono il cambio con posizioni aperte, altre lo consentono ricalcolando la garanzia e quindi la soglia. In ogni caso il numero da controllare subito dopo il cambio è la nuova soglia, che spesso si sposta in modo molto più ampio di quanto ci si aspetti.
La scelta fra le due modalità non riguarda la tolleranza al movimento dei prezzi ma la volontà di fissare in anticipo quanto una singola operazione può costare. Chi non la fissa la scopre a posteriori, e la scopre uguale al saldo.
